Damiano Pistone - Psicologo a Catania e online
Approccio cognitivo-comportamentale
Se stai vivendo ansia intensa, pensieri che non si fermano, difficoltà a dormire, cali o sbalzi di umore, momenti di blocco nello studio o nel lavoro, ricordi traumatici che tornano o fai fatica a gestire, comportamenti ripetitivi o impulsivi (come ossessioni e compulsioni, uso di sostanze, gioco, cibo, internet, difficoltà legate all’ADHD), qui puoi trovare uno spazio sicuro per fermarti e capire cosa sta succedendo.
Mi occupo anche di disturbi di personalità e di relazioni intense e difficili: lavoro sia con chi vive in prima persona queste difficoltà, sia con familiari che cercano un modo più chiaro e rispettoso per stare vicino a chi soffre.
Spesso la sofferenza che senti oggi è stata, ad un certo punto, la migliore strategia che hai trovato per resistere e sopravvivere. Nel percorso proviamo insieme a capire come funziona davvero questo meccanismo e a costruire un’alternativa più sicura, stabile e davvero vicina a ciò che per te conta.
Per chi lavoro e per quali difficoltà
Come psicologo a Catania e online, mi rivolgo soprattutto ad adulti, giovani adulti e adolescenti che stanno vivendo una specifica condizione di sofferenza psicologica o stanno attraversando una fase di transizione o un momento di cambiamento importante. Non è necessario arrivare con una diagnosi: nel primo colloquio valuteremo insieme la situazione e capiremo se e come un percorso psicologico può esserti utile, ma per darti un'idea, ecco alcune delle difficoltà che incontro più spesso nel mio lavoro.

Disturbi d'ansia
Attacchi di panico, fobie, paura di uscire da soli o di allontanarsi da casa, ansia sociale, preoccupazioni costanti (per la salute, il futuro, la famiglia, il giudizio degli altri), tensione continua e difficoltà a “staccare la testa”.

Difficoltà relazionali e disturbi di personalità
Sensazione di essere “troppo sensibile”, forte paura di essere rifiutati, abbandonati o criticati, profonda sensazione di sentirsi sbagliati, relazioni intense e instabili, vergogna profonda, fatica a capire e a comunicare i propri bisogni.

Disturbi dell'umore
Umore basso o sbalzi di umore, perdita di interesse e piacere, fatica a trovare energie per le attività quotidiane, senso di vuoto o inutilità, pensieri molto critici verso di sé.

Traumi, disturbi da stress, lavoro e studio
Disturbo post-traumatico da stress, stress lavoro-correlato, burnout, conflitti sul posto di lavoro, blocco negli studi, decisioni difficili su carriera e futuro, difficoltà a bilanciare impegni e vita personale.

Ossessioni, compulsioni e impulsività
Disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo (DOC), disturbi dell'alimentazione, dipendenze comportamentali, abuso di sostanze, scarso controllo della rabbia e degli impulsi, tic, disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD).

Momenti di crisi e cambiamento
Lutti, separazioni, trasferimenti, cambi di lavoro, malattia propria o di una persona cara, crisi esistenziali, bisogno di fermarsi a capire “chi sono” e “cosa voglio davvero”.
Come funziona un percorso con me

Primo contatto
Puoi chiamarmi, mandarmi un messaggio, un'e-mail o compilare il modulo in fondo al sito per chiedere informazioni e fissare un primo colloquio.
In questa fase possiamo chiarire brevemente che tipo di difficoltà stai vivendo e capire se posso essere la persona giusta per te.

Primo colloquio
Nel primo incontro esploriamo con calma cosa ti ha portato a chiedere aiuto, nello specifico cosa stai vivendo in questo periodo, da quanto tempo va avanti, cosa temi possa succedere se la situazione non cambia, cosa speri di ottenere dal percorso.
È anche uno spazio per fare tutte le domande che vuoi sul mio modo di lavorare e per capire se ti senti a tuo agio con me.

Le prime sedute: capire il problema e definire gli obiettivi
Nelle prime sedute (solitamente quattro o cinque) approfondiamo la tua storia personale, ciò che ti sta creando più sofferenza, le tue risorse e ciò che davvero conterebbe per te nell'ottica di star meglio.
Quando è utile, utilizzo anche questionari e strumenti psicologici per avere una fotografia più precisa della situazione e raccogliere molto più rapidamente le informazioni che ci servono per partire con il percorso vero e proprio.
A partire da queste informazioni, costruiamo insieme una "mappa" di come funziona il problema oggi e definiamo obiettivi chiari e realistici su cui lavorare in terapia.
Il lavoro in seduta
Durante le sedute lavoriamo in modo attivo e collaborativo osservando pensieri, emozioni e comportamenti che mantengono il problema. Colleghiamo ciò che accade oggi alla tua storia, quando è utile. Utilizziamo strumenti concreti (esercizi, schede, "esperimenti" comportamentali, lavori sulle relazioni, sulla regolazione delle emozioni, sulla flessibilità della mente).
L'obiettivo non è solo “parlare del problema”, ma aiutarti a fare esperienza di modi diversi di reagire e costruire, passo dopo passo, alternative più utili e sostenibili.


Il lavoro tra una seduta e l'altra
Spesso proporrò piccoli compiti tra una seduta e l’altra: possono essere osservazioni da fare nella vita quotidiana, esercizi di scrittura, sperimentazioni concrete su come affrontare o gestire diversamente una situazione temuta.
Sono strumenti per portare il lavoro terapeutico nella vita reale e capire cosa ti è davvero utile.

Monitoraggio dei progressi
Durante il percorso ci fermiamo periodicamente a verificare cosa sta cambiando e cosa no, nello specifico valutiamo l'andamento della problematica inizialmente riportata, cosa ti sta aiutando di più e cosa invece andrebbe modificato.
Per il monitoraggio possiamo basarci sia sul tuo racconto sia, quando ha senso ed è utile, misure più strutturate (come questionari o altri strumenti) per vedere in modo concreto se il percorso sta andando nella direzione giusta per te.

Chiusura e follow-up
Quando i sintomi si sono ridotti e senti maggiore stabilità e autonomia nella gestione delle difficoltà, iniziamo a lavorare sulla conclusione del percorso. Lo facciamo consolidando ciò che hai imparato, costruendo insieme un piano di prevenzione delle ricadute, raccogliendo strategie e segnali di allarme da tenere a mente in futuro.
Possiamo concordare anche incontri di follow-up a distanza di tempo (uno, tre o sei mesi) per fare il punto, se lo ritieni utile.
Il mio approccio
Nel mio studio di psicologia cognitivo-comportamentale a Catania e online, il mio lavoro si basa su modelli cognitivo-comportamentali di ultima generazione (CBT Standard, Schema Therapy, ACT, Terapia Metacognitiva, DBT, Compassion Focused Therapy, mindfulness, ecc.), cioè su approcci che hanno ricevuto un forte supporto scientifico per molti disturbi psicologici come ansia, depressione, disturbi dell’alimentazione, traumi, disturbi di personalità e disturbi dello spettro impulsivo-compulsivo.
Tradotto in parole semplici: non uso “tecniche a caso”, ma strumenti che, in studi e linee guida internazionali, hanno dimostrato di aiutare le persone a stare meglio.
Cosa vuol dire trattamento "basato su evidenze scientifiche"?
Quando parlo di evidence-based practice (approccio basato sull’evidenza), intendo un modo di lavorare che integra tre elementi:
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le migliori prove scientifiche disponibili (studi, linee guida, raccomandazioni internazionali);
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la mia esperienza clinica (cosa ho visto funzionare, con quali tipi di problemi e in quali condizioni);
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i tuoi valori e le tue preferenze (cosa per te è accettabile, sostenibile e importante).
Non si tratta di applicare un protocollo “uguale per tutti”, ma di partire da ciò che la ricerca ci dice che funziona e adattarlo alla tua storia, al tuo contesto e ai tuoi obiettivi.
Cosa significa, in pratica, per te
Un approccio basato sull’evidenza non significa ridurre la tua esperienza a una lista di sintomi da “spegnere”.
Nel percorso cerchiamo di:
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capire come sono nati e cosa hanno protetto i sintomi che oggi ti fanno soffrire;
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vedere in che modo, pur avendo avuto un senso, oggi ti stanno facendo pagare un prezzo troppo alto;
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costruire strategie alternative che ti permettano di vivere una vita più coerente con i tuoi valori: relazioni più sane, una gestione diversa del lavoro o dello studio, un rapporto più gentile con te stessə.
L’obiettivo non è non provare più emozioni difficili, ma avere più scelta su come rispondere a quello che ti accade dentro e fuori.
Chi sono
Sono uno psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana e specializzando in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale.
Vivo e lavoro a Catania come psicologo clinico e del lavoro, e svolgo colloqui in studio (Piazza Cavour) e online.
Il mio percorso
Dopo una laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche a Catania, ho proseguito con una laurea magistrale in Psicologia Clinico-Dinamica a Padova, entrambe con il massimo dei voti e lode. Ho passato anche un periodo di studio all’estero, presso l’Universidad Autónoma de Madrid.
La mia formazione clinica è passata da contesti diversi, che mi hanno fatto incontrare persone e famiglie in momenti molto delicati della loro vita:
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in un consultorio familiare, lavorando con coppie, genitori, adolescenti e difficoltà relazionali e affettive;
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in un servizio di orientamento scolastico, seguendo ragazzi con disagio emotivo, difficoltà di adattamento e scelte di studio;
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in neurologia e neuropsicologia a Padova, incontrando pazienti con SLA e altre patologie neurologiche, e i loro caregiver, su temi come ansia, depressione, qualità della vita e adattamento alla malattia;
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in chirurgia bariatrica, con persone che vivono l’obesità patologica, lavorando sul rapporto tra corpo, alimentazione, immagine di sé ed emozioni;
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in day hospital e reparto psichiatrico, con disturbi d’ansia, dell’umore, disturbi di personalità, difficoltà impulsive e comportamentali, in collaborazione con l’équipe medica, dai colloqui clinici alla somministrazione di test e al follow-up dei piani di cura.
Tra clinica e lavoro
Accanto all’attività clinica in studio a Catania, lavoro da anni in ambito di psicologia del lavoro e risorse umane. Questo significa che conosco dall’interno:
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lo stress legato al lavoro, ai carichi e alle responsabilità;
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le fasi di cambiamento di ruolo, ristrutturazione, passaggi di livello o cambi di azienda/città;
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i dubbi su carriera, futuro, studio e scelte professionali, soprattutto per chi sente di non riconoscersi più nel proprio percorso o di essere “rimasto indietro”.
Per molte persone, ansia, umore, sonno, autostima, impulsi e relazioni sono profondamente intrecciati con il lavoro o con lo studio.
Nel percorso possiamo lavorare sia sulla sofferenza psicologica, sia su questi aspetti “pratici”, senza trattarli come mondi separati.
Quando il tema è il lavoro (o lo studio)
Possiamo integrare nella terapia anche un lavoro più mirato su:
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Stress e burnout: quando ti senti sempre sotto pressione, fai fatica a staccare, il sonno ne risente e vai avanti solo “per inerzia”.
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Ansia da prestazione, perfezionismo, paura del giudizio: al lavoro, all’università, nei concorsi o negli esami, quando il timore di sbagliare o di deludere gli altri diventa centrale.
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Cambi di rotta e decisioni difficili: nuove responsabilità, cambi di ruolo, trasferimenti, precarietà, o la sensazione di non capire più se sei nella strada giusta per te.
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Conflitti e clima lavorativo: difficoltà con colleghi, responsabili o collaboratori, vissuti di ingiustizia o mancato riconoscimento, situazioni che logorano e portano a chiudersi, reagire impulsivamente o voler “scappare”.
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Scelte dopo la scuola o l’università: quando non è chiaro che cosa fare dopo, o senti che quello che hai studiato non corrisponde a chi sei oggi.
Come mi piace lavorare
Nel mio modo di fare terapia cerco di tenere insieme tre aspetti:
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Calore e rispetto: per me non sei una diagnosi o un’etichetta, ma una persona con una storia complessa e strategie (anche sofferte) che a un certo punto ti hanno aiutato a resistere. Partiamo da lì, non dal giudizio.
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Concretezza e struttura: ti spiego cosa stiamo facendo e perché, usiamo strumenti chiari (colloqui, esercizi, schede, questionari quando servono) e monitoriamo nel tempo se il percorso sta funzionando per te: se qualcosa non aiuta, lo cambiamo.
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Profondità e curiosità: non ci limitiamo ai sintomi; cerchiamo di capire cosa li mantiene oggi, che significato hanno nella tua storia e cosa potrebbe aiutarti a vivere una vita più vicina a ciò che per te conta davvero.
Domande frequenti

Quanto dura una seduta?
Una seduta dura circa 50 minuti.
In alcuni casi specifici (ad esempio per questionari o restituzioni più strutturate) possiamo concordare tempi leggermente diversi, ma di solito ci muoviamo su questa durata.

Ogni quanto ci vediamo?
In genere ci vediamo una volta a settimana, soprattutto all’inizio del percorso.
Con il tempo, in base a come stai e agli obiettivi raggiunti, possiamo valutare insieme se mantenere questa frequenza o dilatare gli incontri.

Quanto dura un percorso?
Non esiste una durata uguale per tutti, dipende dal tipo di difficoltà, da quanto tempo va avanti il problema, dagli obiettivi che vogliamo raggiungere e dalle possibilità concrete che hai di dedicare tempo ed energie al percorso.
Solitamente nel primo colloquio propongo una stima realistica (sempre rivedibile) e durante la terapia ci fermiamo periodicamente per vedere se stiamo andando nella direzione che avevamo concordato.

Fai anche sedute online?
Sì, svolgo sedute sia in presenza nel mio studio di Catania, sia online.
Le sedute online sono particolarmente utili per chi vive fuori Catania o all’estero, per chi ha difficoltà a spostarsi o per chi ha orari di lavoro/studio che rendono complicato raggiungere lo studio.
Il lavoro online mantiene la stessa struttura e gli stessi obiettivi del lavoro in presenza.

Usi farmaci o puoi prescriverli?
No, come psicologo non prescrivo farmaci.
Se nel corso del percorso dovesse emergere che potrebbe essere utile anche un inquadramento farmacologico, possiamo valutare insieme un invio a un/una psichiatra di riferimento, mantenendo un lavoro integrato e rispettoso dei tuoi tempi e delle tue scelte.

Devo portare esami, referti o documenti al primo colloquio?
Non è obbligatorio, ma se hai referti medici, relazioni precedenti o documenti psicologici/psichiatrici che ritieni importanti, puoi portarli: li valuteremo insieme se e quando è utile.
In molti casi partiamo semplicemente dal tuo racconto e dalla tua esperienza diretta di quello che stai vivendo.

Se inizio e poi mi accorgo che non è il momento giusto?
Può succedere di accorgersi che non è il momento, o che il tipo di lavoro non è quello di cui hai bisogno ora.
In questi casi è possibile parlarne apertamente: possiamo decidere insieme se modificare gli obiettivi, prenderci una pausa o chiudere il percorso in modo il più possibile chiaro e rispettoso.
La terapia non è un contratto a vita: è uno spazio che possiamo ridefinire insieme, in base a come stai e a ciò che ti serve davvero.